Luce e memoria: il Museo Archeologico di Reggio Calabria e Goboservice celebrano i Bronzi di Riace

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Il 16 agosto 1972, al largo delle acque di Riace Marina, un sub scoprì ciò che sarebbe diventato uno dei ritrovamenti archeologici più celebri del XX secolo: i Bronzi di Riace. Due statue in bronzo, capolavori assoluti della scultura greca del V secolo a.C., destinate a diventare simbolo identitario della Calabria e patrimonio universale. Anche quest’anno il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria (MArRC), custode di questi tesori, ha celebrato l’anniversario del ritrovamento con diversi eventi fuori e dentro il museo ma uno – capace di unire storia, arte e tecnologia contemporanea – ci ha coinvolto direttamente.

La vincente sinergia tra l’istituzione culturale, la nostra azienda e il laboratorio dell’università Mediterranea “AbitaLab” – che va avanti dallo scorso mese di maggio con le diverse scenografie avvicendatesi nel tempo – ha generato adesso un’ulteriore e apprezzatissima visione multicolore di grande impatto, trasformando la facciata di Palazzo Piacentini, sede del museo, in una tela di luce.

Per tutto il mese d’agosto, la rinnovata piazza De Nava, assurta a ruolo di salotto civile e culturale della città si è illuminata con suggestioni visive: immagini, pattern e cromie ispirati ai Bronzi hanno decorato la facciata principale dell’edificio, creando un ponte tra il linguaggio millenario dell’arte classica e le più moderne tecniche di comunicazione visiva.

La proiezione è nata dall’interazione tra gli esperti creativi di Abitalab, la direzione del Museo (nella persona dell’architetto Claudia Ventura) e l’ufficio grafico di Goboservice. La nuova scenografia, studiata nei minimi dettagli, non si è limitata a un abbellimento architettonico, ma ha voluto essere una riproposizione visiva dell’emozione del ritrovamento. I volti dei due guerrieri, i dettagli anatomici, le texture, i rimandi alle onde e al mare che li ha custoditi per secoli: ogni elemento è stato reinterpretato con sensibilità artistica e precisione tecnica.

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Goboservice, grazie all’esperienza maturata in progetti di illuminazione in Italia e all’estero, ha curato la resa cromatica e la definizione delle immagini, adattandole alle peculiarità architettoniche di Palazzo Piacentini, per un effetto immersivo e armonioso.

L’iniziativa ha riscosso un nuovo apprezzamento generalizzato, richiamando reggini e turisti che, nelle ore serali, hanno potuto ammirare il museo sotto una veste inedita. Molti hanno immortalato l’installazione con foto e video, contribuendo a diffondere l’evento sui social e a rafforzare l’immagine di Reggio Calabria come polo culturale vivace e aperto all’innovazione.

Per Fabrizio Sudano, direttore del MArRC, questa sinergia rappresenta un modello virtuoso di collaborazione tra istituzioni pubbliche e imprese private: «La valorizzazione del patrimonio passa anche attraverso linguaggi contemporanei, capaci di parlare a pubblici diversi e di emozionare».

Goboservice, dal canto suo, ha sottolineato l’orgoglio di poter mettere le proprie competenze al servizio di un simbolo identitario così forte, dimostrando come la tecnologia possa essere strumento di promozione culturale, quando usata con rispetto e creatività.

La proiezione architetturale per l’anniversario del ritrovamento dei Bronzi di Riace non è stata soltanto un’operazione estetica, ma un atto di “narrazione collettiva”: un dialogo tra passato e presente, tra la materia antica del bronzo e l’effimera potenza della luce. Un messaggio che invita a guardare al futuro senza perdere di vista le radici, e che conferma come, in Calabria, la bellezza possa ancora essere raccontata in modi nuovi e sorprendenti.

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