“Se generalmente le caratteristiche dell’ambiente di lavoro, per esempio, in relazione alla sua salubrità, al microclima o all’illuminazione dei vari spazi, sono importanti per valutare i rischi per la salute dei lavoratori, questi fattori di rischio diventano ancor più rilevanti in ambienti particolari come gallerie, caverne o pozzi.”
Così evidenzia in un servizio di approfondimento “EdilTecnico”, il quotidiano dei professionisti del settore. Goboservice, punto di riferimento da oltre due anni nelle soluzioni di proiezione luminosa per la segnaletica di sicurezza, ha raccolto l’ambiziosa sfida di portare i suoi proiettori della serie Signum dentro una delle gallerie in corso di realizzazione sulla rete stradale italiana: un ambiente per propria natura ostile, dove polvere e visibilità ridotta mettono a dura prova i sistemi tradizionali di segnalazione.
E lo ha fatto in occasione di un passaggio importante: l’abbattimento dell’ultimo diaframma della galleria Casacastalda sulla SS318 Perugia-Ancona. Si tratta di un tracciato lungo 3 chilometri di cui circa l’80% si sviluppa al chiuso. Con l’abbattimento della parete di roccia residua, avvenuto alla presenza della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e del sindaco di Valfabbrica Enrico Bacoccoli, si è raggiunto un punto strategico del cronoprogramma che prevede l’apertura al traffico dell’intera opera entro marzo 2026.
Con la mediazione dell’azienda Kiwitron, Goboservice ha allestito un modello di segnalazione di sicurezza luminosa a tutela delle maestranze Anas impegnate nel cantiere. Con l’impiego di 4 Signum e un Goline sono stati proiettati tre segnali prescrittivi, una linea rossa e un gobo personalizzato con i loghi delle aziende coinvolte adattando le proiezioni all’avanzamento del cantiere.
L’idea è nata da Daniele Dolciami, professionista della sicurezza, preoccupato per la difficoltà riscontrata più volte in contesti simili di vedere e far vedere l’apposita segnaletica di sicurezza. Se nelle fabbriche o nelle officine il problema è già presente, in un ambiente particolare quale un cantiere scavato nelle viscere di una montagna diventa un…diaframma da abbattere. Perché non farlo con un raggio di luce? Magari come quello generato dal potentissimo Signum che ha già dato prova della sua affidabilità negli ambienti e nelle condizioni lavorative più difficili per presenza di umidità o agenti inquinanti.
L’intuizione ha avuto il suo felice riscontro. I segnali proiettati non venivano offuscati dalla polvere o da materiale residuo e intercettavano perfettamente l’attenzione dei lavoratori impegnati nelle diverse attività. La versatilità e la robustezza dei proiettori ha consentito infine di lavorare serenamente sul fronte della sicurezza senza dover effettuare interventi emergenziali o di ripristino dei sistemi.
Soddisfatti per la resa delle proiezioni i diversi protagonisti del progetto, da Anas stessa alle società Donati Spa e Besix passando poi per gli esperti come il safety manager Marco Ambrogi e il direttore tecnico di Valfabbrica Andrea Giordano. Entrambi hanno contribuito alla fattiva riuscita della sperimentazione traendone utili informazioni per futuri sviluppi.
